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Dai Navigli al Mudec - Frida Kahlo oltre il mito

GITA MILANO - DOMENICA 08 APRILE 2018 – QUOTA € 50,00

PROGRAMMA :

  1. - partenza con Bus ore 13.00 da Vergiate p.zza Matteotti (fermata autobus davanti la Chiesa)
  2. - ore 14.00 appuntamento con la Guida alla Darsena
  3. - percorso lungo l’Alzaia del Naviglio grande alla scoperta degli antichi cortili e dei mestieri di un tempo.

sosta presso il vicolo dei Lavandai e la Chiesa di Santa Maria sul Naviglio.

  1. - ore 15.00 visita alla chiesa di San Cristoforo sul Naviglio, punto fondamentale per comprendere l’importanza dei Navigli del ‘400.
  2. - perlustrazione del nuovo quartiere di via Tortona.
  3. - ore 16.30 Mudec, visita alla Mostra di Frida Kahlo (durata 1 ora e 30 min.)
  4. - ore 18.30 partenza con Bus per Vergiate (arrivo previsto ore 19.30 circa)

Informazioni

Vicolo dei lavandai:

Prende il nome da un lavatoio che fino alla fine degli anni ’50 era usato dalle donne per lavare indumenti e biancheria. Il vicolo dei lavandai è un luogo incantevole dove con la fantasia si può tornare indietro nel tempo. È dedicato ai lavandai e non alle lavandaie, perché nell’Ottocento ad occuparsi del servizio di lavaggio erano gli uomini, organizzati in una vera e propria associazione. La confraternita dei Lavandai di Milano risale al 1700. Sant’Antonio da Padova è il loro protettore e a lui è dedicato un altare nella chiesa di Santa Maria delle Grazie al Naviglio, ubicata a 100 metri circa dal Vicolo dei Lavandai, lungo l’Alzaia Naviglio Grande. Il ruscelletto (el fossett, in dialetto milanese) è alimentato dalle acque del Naviglio Grande. Un tempo le lavandaie stavano inginocchiate sul "brellin" di legno, strofinando i panni sugli stalli di pietra ancora visibili nel vicolo. Il materiale, detersivo usato dalle lavandaie, era costituito dal cosiddetto "palton", una paste semidensa a base di cenere, sapone e soda.

Chiesa di San Cristoforo sul Naviglio:

San Cristoforo è un suggestivo complesso costituito da due chiesette affiancate. Sorge sul percorso che conduceva a Milano dalla Lomellina, in un punto di passaggio obbligato nella rete dei vari corsi d’acqua. È possibile che il sito fosse occupato un tempo da un tempio pagano; la cosa non è accertata, ma viene insinuata da varie fonti (Ausonio, Castiglioni, Tamborini). La titolatura al santo gigante dalla forza smisurata, patrono dei pellegrini, di fatto in molti casi sostituì quella a Ercole.

Antiche narrazioni attestano l'affetto dei milanesi per questa chiesa che in origine era una semplice cappella coperta da due falde a capanna. Pare addirittura che proprio in questa chiesetta, nel 1176, sia stato dato ai milanesi il primo annuncio della sconfitta dell’imperatore Federico Barbarossa a Legnano da parte della Lega Lombarda. La chiesa (che doveva corrispondere approssimativamente all'attuale navata sinistra) venne ricostruita nel 1192 e fu ampiamente rimaneggiata nel Trecento. Ad essa un certo frate Pietro Franzoni di Tavernasco, affiancò un ospedale per i pellegrini (1364?).

La chiesa di destra, comunemente detta Cappella Ducale, è del XV secolo. Fu eretta sotto il patrocinio di Gian Galeazzo Visconti, adempiendo il voto popolare per l’improvvisa cessazione della peste del 1399. La Cappella Ducale venne intitolata non solo a San Cristoforo, come già la chiesa preesistente e l’ospizio, ma anche ai santi Giovanni Battista, Giacomo, e alla Beata Cristina, protettori dei Visconti, per commemorare la vittoria riportata sugli Armagnacchi presso Alessandria il 25 luglio (festa di san Cristoforo) del 1391. Sulla facciata venne inserito il celebre stemma di famiglia con il biscione, accanto a quello del Comune di Milano con la croce rossa in campo bianco.

MUDEC – mostra Frida Kalho

La mostra di Frida Kahlo al Mudec di Milano presenta le opere dell'artista oggi nota in tutto il mondo, che seppe con la propria arte profonda e provocatoria segnare una tappa originale nel panorama artistico del Novecento.

Nata in Messico nel 1907, Frida Kahlo condusse una vita molto travagliata, in cui i problemi fisici e un temperamento tormentato, non le impedirono di sviluppare fin da giovane un valido talento artistico, che anni dopo e valse il riconoscimento del famoso pittore Diego Rivera. Fu lui a introdurre Frida Kahlo nel panorama artistico-politico messicano, cui i soggetti dell'arte di Frida sono spesso legati e la sposò nel 1929, dando inizio ad una vita matrimoniale infelice e sofferta.

La mostra di Frida Kahlo a Milano mette in luce diversi aspetti della sua poetica artistica: dal ricorrere degli autoritratti all'ossessione per il proprio corpo martoriato da un incidente, dall'ispirazione politica alle atmosfere primitiviste e naif di sapore precolombiano, dal tormento per la maternità mancata all'erotismo represso, dalle esperienze con il Surrealismo francese fino al soggiorno americano.

La mostra di Frida Kahlo a Milano è un viaggio tra i dolori e fra i colori di un'artista originale, tormentata, sofferente eppure sempre pronta a ricevere ed elaborare nuovi stimoli, finendo per dar vita ad uno stile unico nel suo genere, che si fa veicolo di emozioni e di simboli di un'anima incompresa e combattiva.

Consigli: munirsi di bottiglietta d’acqua – scarpe comode

ultima modifica: biblioteca  11/01/2018
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